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Etimmollògià

Giubbotto

Il termine deriva da un episodio riguardante uno dei primi martiri della storia della Repubblica italiana che si immolò alla foce del Po per protestare contro la scelta di Fratelli d’Italia come inno nazionale al posto di Và Pensiero. Si fece esplodere con un cappotto imbottito pieno di esplosivo che aveva comprato tre giorni prima da un venditore ambulante extracomunitario. Il detonatore si azionava tirando verso il basso una piccola levetta posta in cinta del cappotto. Il venditore, non parlando benissimo l’italiano, descrisse al patriota il funzionamento della bomba con la seguente frase:

Giù…botto!!!

Etimmollògià

Soppiantare

L’uso quotidiano del verbo deriva da un celebre sfogo di un giovane e inesperto giardiniere che stanco dei continui paragoni che i datori di lavoro facevano con l’esperto giardiniere andato in pensione che aveva sostituito, urlò:

Basta!!! So piantare!

Itinerrando

Ispirazioni

L’arte è ispirazione e a volte fa piccoli miracoli e produce bellezza anche per osmosi.

L’ho provato sulla mia pelle e voglio condividere questa esperienza con voi.

Nella mia vita non ho mai disegnato per diletto, mai colorato e mai dipinto ed essendo un grigio informatico questa condizione non è neanche così strana.

Tutto sommato (tutto sbagliato) è socialmente accettato che una persona con una formazione scientifica sia indifferente al lato poetico e artistico della vita.

Ma come la maggior parte delle leggi “socialmente accettate” anche questo secondo me è un pregiudizio ed è non c’è niente di più soddisfacente di sfidare e smascherare un pregiudizio a prescindere dall’esito finale (che comunque devo dire in questo caso mi soddisfa).

La sfida è nata con la voglia di decorare una parete del mio studiolo con uno o più quadri e ho pensato “lo faccio da me” dando vita al quadretto tecno-letterario.

Materiali utilizzati

  • un volto letterario da copiare, una frase correlata, una tela bianca (nel mio caso 20×20), pennarelli da tessuti, Tag NFC Adesivi a basso costo.

Procedimento

  • disegna sull’immagine e la tela la stessa griglia (nel mio caso una matrice 10×10).
  • ricopia al meglio delle tue possibilità l’immagine quadretto per quadretto.
  • ricalca l’immagine con il pennarello nero.
  • colora il resto a tuo piacere.
  • applica al retro del quadro il tag adesivo NFC.
  • con un cellulare dotato di lettore NFC scarica un’applicazione per scrivere tag NFC.
  • scrivi sul tag NFC un link correlato con il volto o la frase rappresentata sul quadro (nel mio caso link youtube di canzoni correlate con il soggetto del quadro).
  • appendi il quadro.

Risultato

  • avrai alla parete un quadro “ispiratore” e avvicinandoci il tuo smartphone verrai spedito all’opera ispiratrice.

Tutto questo giustifica che ogni tanto quando sono nel mio studiolo improvvisamente dal mio cellulare escano le note di “Come è profondo il Mare” di Lucio Dalla, le rime di “Via del Campo di De Andrè” o la voce eversiva di Pasolini.

Brevi storie tristi

Post ferie @ work – breve storia triste n°64.

Ti alzi, di nuovo con la sveglia, ma è un anno nuovo e pensi “ce la posso fare”.

Ti metti in auto, di nuovo tutti quei km, ma è un anno nuovo e pensi “ce la posso fare”.

Arrivi in ufficio, di nuovo quella scrivania, ma è un anno nuovo e pensi “ce la posso fare”.

Accendi il pc…”quale cazzo era la password?”, è un anno nuovo ma pensi “non ce la posso fare”.

 

Brevi storie tristi

Capodanno – breve storia triste n°63.

Io e mia moglie per il primo anno abbiamo ascoltato attentamente il discorso del Presidente della Repubblica con tanto di commenti…siamo diventati ufficialmente vecchi, cazzo!

Etimmollògià

Zainetto

Termine che indica un piccolo zaino diventato di uso comune all’inizio degli anni ’90. Pare che sia stato utilizzato per la prima volta in un mercato rionale settimanale di Bari quando una signora in cerca di uno zaino per il figlio (studente fuori-sede a Milano), rispondendo al venditore che glielo stava proponendo, affermò contrariata:

No, non va bene. E’ troppo piccolo. Che me ne devo fare? In questo zaino riesco a mettere al massimo un etto di roba!.

Itinerrando

Percorsi

Nel mezzo del cammin della mia vita

non incontrai nessun Virgilio

ma te, il tuo corpo e la tua bellezza,

ad illuminare la mia selva oscura.

Etimmollògià

TRENO

Pare che l’uso del termine treno per indicare il mezzo pubblico per eccellenza risalga al regno borbonico quando un addetto della locale compagnia di trasporto interrogato da un passeggero in attesa su quante carrozze ci fossero nel prossimo convoglio in arrivo rispose:

Mi pare due o quattro, non ricordo bene. Ma sicuramente non tre, tre no.

Brevi storie tristi

Ottimizzazione – breve storia triste n°62.

A: Posso dirti una cosa? B: Si. A: Non mi devi rompere i coglioni!

Che meraviglia il dono della sintesi.